domenica 26 agosto 2012

Ferie estive 2012

Se c'è una cosa che mi accade tutti gli anni, è che arrivo alle fatidiche ferie con un generale senso di spossatezza, in gran parte generato dal caldo, e per il restante dalle classiche problematiche che mai come in questo periodo attanagliano tutti noi in variabile misura.. 
Le nostre ferie (mie e del signor Notaio) sono quindi all'insegna del più assoluto relax, praticamente una cura del sonno da farsi in località montana (Fiera di Primiero) corredate da un paio di passeggiate giornaliere dalla reiterata tipologia: una la mattina per le vie del paese con possibile annessa visita ai suoceri (anche loro in vacanza, ma in separata sede) e ritorno a lato fiume, l'altra il pomeriggio  vicino casa respirando il profumo del fieno tagliato di fresco e dei boschi vicini.
D'altronde Fiera non è certo località alla moda nè con grandi attrazioni cittadine... e lo stesso in estate è frequentatissima soprattutto da una categoria: gli anziani, che qui si stabiliscono anche un paio di mesi per sfuggire alla calura.
Ma per noi non è un problema, e francamente neppure siamo attirati dalle classiche gite giornaliere che qui potrebbero spaziare alquanto.. vuoi perchè il signor Notaio in pratica al lavoro è sempre in piedi (e quindi di star seduto non vede l'ora) vuoi perchè all'esercizio fisico eccessivo non mi ci sento personalmente portata... anzi mi ricorda traumatizzanti escursioni  dell'infanzia e dell'adolescenza in cerca di funghi e/o la classica settimana-con i preti in montagna-che si scarpina da morire (una volta tornai a casa pure con la bronchite...in giugno! una palla che non ci si immagina...)  
Per tre settimane quindi deliberatamente facciamo praticamente quasi un bel nulla.... (a differenza della restante parte dell'anno in cui accade il contrario).
Insomma... quasi.... perchè io comunque i miei knifty knitter e i miei gomitoli per gli accessori invernali anche quest'anno me li sono portati... per la precisione ben 9 etti di filato sintetico, e sottolineo sintetico perchè mi sono stufata di lavorare per poi trovare dopo un paio di lavaggi il frutto delle mie fatiche ristretto di un paio di taglie.
Il sintetico odierno è: economico (che bella parola), morbido, inalterabile ai lavaggi in lavatrice, di grande durata tanto che al massimo dopo l'uso intensivo fa qualche "pallina"...  perchè allora non mettermelo in testa e al collo al posto della lana che a me, poi, prude da matti?
Per come la vedo io è una questione di logica, e non afferro perchè venga demonizzato se usato per copricapo o per vestiario esterno e invece considerato altamente tecnologico se messo a contatto, al posto del cotone, con parti di pelle ben più sensibili (capiamoci... laddove ci si siede...).
Quindi quest'anno sono a posto: 4 berretti di diverso spessore e quattro sciarpe abbinate.
 E per non farmi mancare niente anche un paio di scaldamuscoli con filati di colori vari, sempre sintetici naturalmente..
Quindi ritengo di aver fatto ben fruttare il mio tempo senza contare che trovo fantastico aver potuto lavorare in terrazza (all'aperto e senza zanzare) davanti a un meraviglioso panorma (senza morire dal caldo).
Da domani invece ricominceremo l'ordinario... (e facciamo pure gli scongiuri e teniamocelo stretto questo ordinario...)  ma ho deciso che sarà con uno spirito diverso perchè bisogna proprio che questo spirito leggero me lo tenga stretto ancora un bel pò...