domenica 31 marzo 2013

Tappeto per la cucina

Quasi non ci si crede, ma ho impiegato praticamente pochissimo per questo tappeto 56 x 170, uncinetto n. 5, 3 filati insieme.
Avrei voluto utilizzare solo grigio e arancio e giallo, i colori predominanti della cucina... ma dai tappeti di mamma (vedi due post fa) erano spuntati tutti i colori dell'arcobaleno, sfumature comprese.
E questo era un tappeto di riciclo e di utilità e ho dovuto fare di necessità virtù.
E' morbido, facile da lavare ed asciugare..




I gomitoli che mi restano sono comunque tanti... soprattutto blu e azzurri e verdi e rossi e sicuramente farò altri tappeti... ma non per la cucina.. qualcosa di più piccolo... bagno o camera... vedremo..

Buona Pasqua!

domenica 17 marzo 2013

Abilmente e portatelecomandi

Alla fine poi ho deciso di andarci, ad Abilmente.
Ormai per me è diventata quasi una tradizione, e soprattutto perchè di cose da vedere ce ne sono tantissime, e vederle dal vivo è molto diverso che vederle tramite internet, e senza contare che poi domenica scorsa era una così bella giornata... l'ho considerato un segno del destino... avesse piovuto sarei rimasta a casa!
E così sono andata (e con in tasca un budget rigoroso).
Nella sezione acquisti c'erano cose nuove e no, le stoffe mi sono sembrate alquanto care, anche se belle, e l'unica fustella che mi avrebbe tentato, la famosa stella di Natale non c'era, ragion per cui ho preso solamente due basi da taglio di ricambio per la Big Shot (circa euro 9) e in uno stand filati due matasse di cablerino 5 rigorosamente per mamma.
Le fettucce resistono, anzi ho visto basi e manici nuovi per borse, anche carini, nonchè delle griglie su cui intrecciare il filato... griglie che però a ben vedere somigliavano molto a quelle che ci sono nelle sezioni giardinaggio dei vari Brico.
E poi mentre girovagavo qua e là mi sono imbattuta in uno "sbisin" di stand.. piccolo piccolo, in cui una signora cuciva una stoffina piccola piccola con delle cosine di plastica piccole piccole...e ho finito il budget..  perchè ho acquistato (per una cifra da considerarsi quasi spropositata in relazione a quel che ho preso) due bustine di mascherine per patchwork in plastica (12 + 12 euro).
Fotografarle per farle vedere è impossibile, perchè sono di plastica trasparente, ma chi volesse capire cosa siano può andarsi a vedere a lato il video.
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E qui facciamo alcune considerazioni... tra le signore che come me guardavano c'è stata chi ha osservato, giustamente, che una mascherina così uno se la  può fare anche di cartone, e io dico si, che è possibile e previsto, ma secondo la mia esperienza riesce bene per figure più grandi.. qui il tutto stà tutto nella indeformabilità e insieme plasticità della plastica (i bordi della sagoma restano netti ma insieme la maschera si può "storcere" senza rompere) e nei due fori per inserire lo spillo, indispensabile per tenere insieme lo "sputino" di stoffa che si stà lavorando.
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Questo nella teoria... ma se poi in pratica funzioni non lo sò, anche perchè  nella settimana appena trascorsa ho avuto mal di testa 4 giorni su 7 (a proposito del famoso mantra del devo usare quel che ho acquistato in settimana!) e sono riuscita giusto a fare il portatelecomandi da inserire sul bracciolo della poltrona che avevo promesso a  papà. 


Utile e sobrissimo e soprattutto utilizzando per le tasche alcuni degli ultimi pezzi della stoffa a righe che serviì a mamma per farmi un giubbino quando avevo circa 16 anni... 
Magari la prossima settimana, mal di testa permettendo, mi dedicherò ai template...
Buona domenica!

mercoledì 6 marzo 2013

Sepolti in casa... bricolage...

L'aveva capito a suo tempo la mia terribile professoressa di italiano.
La bravura altrui mi mette in soggezione.. parecchia soggezione.
La suddetta se n'era accorta quella volta in cui mi ero proposta volontaria (!) per una interrogazione e feci invece scena involontariamente muta.
Blocco totale. Tilt assoluto.
Causa M. ... brava... bravissima... di livello superiore...che fu sentita prima di me...
Che successe?
Credo che allora sentii come se fosse stato ormai detto tutto. 
Che altro avrei potuto io aggiungere?
Così la prof mi consigliò, visto che era l'ultimo anno e mi aspettava la maturità, di non sentirla all'esame, quella compagna... e non è che fosse facile, visto che era appena prima di me nell'elenco delle interrogate agli orali, tanto che passai la mezz'oretta prima della mia personale esposizione perimetrando il corridoio, e quel che successe a lei mi fu poi raccontato.. ovvero che  litigò con l'esaminatore e mancò per un solo punto il fatidico 60 (che allora era il massimo).
Quando toccò a me non feci faville ma portai comunque a casa il risultato.
Quel che mi apparteneva.
Che definiva in pieno il mio percorso scolastico di allora.
Oggi come allora ci son giorni in cui mi sembra non sia cambiato nulla, e non tanto in campo lavorativo, perchè lì, beh il discorso è talmente complesso e surreale che se uno non lo vive o non conosce uno che lo vive allora non ci crederebbe neppure. 
Però nel campo del bricolage mi assale.
O forse non è tanto la bravura altrui che mi impantana, quanto la massa e la quantità con cui internet mi mette a contatto, e anche se mi rendo conto che la cosa è assurda qualche volta è come se ci fosse una partita: io contro il resto del mondo, ed è chiaro che in una partita così non si può altro che perdere.
Come ci fosse un meglio o un peggio.
Come se lo scopo non fosse quello di rasserenarmi psicologicamente e di svuotare la mente dalle preoccupazioni giornaliere.
Come dovessi sentirmi in colpa per il tempo che non dedico alla casa, chiaramente la mia per nulla tirata a lucido, o per i soldi che ci spendo, anche se praticamente sono i soli che spendo (videogiochi molto usati a parte).
E così passo dei periodi in cui contemplo sconsolata gli ufo e i materiali e le attrezzature che ho accumulato nel tempo, domandandomi se non sarò materiale per una delle prossime serie tv reality, magari dal titolo "sepolti in casa - bricolage", e contemplo la possibilità di procurarmi dei capienti sacchi della spazzatura e buttare via tutto... ogni singolo gomitolo, pezzettino o avanzo o scampolo di stoffa....
A peggiorare il tutto mamma, che recentemente ha voluto sbarazzarsi di alcuni tappeti (enormi) fatti all'uncinetto con filato sintetico, mai ma proprio mai usati, e che quindi stò riciclando disfandoli e rifacendoli in misure e usando i colori a me più congeniali.
Solo che sono talmente tanto materiale...
e l'ansia mi assale.. per non dire poi che questa settimana c'è Abilmente e sono più che mai combattuta.
Andare o non andare?
Perchè se si va è impossibile non comprare...

Ma poi.. mi serve davvero qualcosa?