domenica 20 ottobre 2013

Abilmente ottobre 2013 - cosa mi è piaciuto e cosa no....

Dopo tutte le lamentazioni del post precedente ci si sarebbe potuti aspettare una mia defezione alla fiera di Abilmente - autunno 2013... ma che dire... è un tale concentrato di cose, che rimanere a casa mi è stato proprio impossibile!
Giovedì pomeriggio...  giornata splendida forse anche troppo perchè molto ma molto calda, una fiumana di gente (donne al 98%) che affollava quasi tutta la fiera... una marea di stand e tanto uncinetto a proposito e non.
Mai visto tanta gente uncinettare, e anche cappelli modelli anni 60, di un importabile e terribile che neanche nei detti anni 60 io me li sarei messi, nonchè scadacolli, uno in particolare mi ha colpito anch'esso per terribilità.. di un color... fango? fuliggine fangosa? mah....
Ben due stand dedicati in toto alla fettuccia, e qui lo dico... per me la fettuccia è pari ai peperoni... indigesta.
In vendita i classici bobinoni, e i manici in similpelle, i fondi in similpelle, i metà fianchini in similpelle. Insomma un trionfo di similpelle, che ha il pregio di alleggerire la borsa fettuccia "mattone" nonchè il portafoglio...
Che poi il fatto che le prime fettucce che si sono viste in circolazione fossero autoprodotte e nascessero da un progetto di riciclo.... mah... ne è passata di acqua sotto i ponti da allora...
C'era anche questa volta lo stand che vendeva le mascherine per patchwork  di plastica che ho acquistato la volta scorsa (e che tra l'altro ho a malapena provato), e anzi... oltre a questo ne ho visto un altro spagnolo con le stesse cose...  ma mi sono trattenuta... sbagliare una volta passi, ma due!!!
In vendita in generale un sacco di cose confezionate, molto belle in verità, e molto fotografate nonostante i divieti esposti, nonchè molto materiale e attrezzature interessanti e tentatrici.
La sezione riciclo l'ho vista per caso, perchè cercavo un bagno e ho sbagliato percorso, e infatti era praticamente deserta... ma d'altronde secondo me è comprensibile.
Faccio un esempio... senza far nomi, cognomi o avatar.... io vorrei proprio sapere cosa mi rappresenta un guscio in plastica di quelli usati per le uova di cioccolato ricoperto di fili elettrici.
Cosa serve.
Cosa ricicla. 
Cosa ricrea.
Cosa emoziona.
Io non lo so proprio... e quindi sono passata oltre....
Libri stranieri pochi, magari di più nella rarefatta sezione ricamo, ma io non ricamo e quindi non ci giurerei.
In compenso molto interessante lo stand delle Edizioni il Castello, con pubblicazioni che mi sono sembrate anche nuove, in particolare due libri sui quadrati all'uncinetto, un pò troppo traforati in verità per farne copertine, ma comunque il segno che qualcosa si muove.
Il libro più bello non l'ho preso perchè ce l'avevo già, ovvero l"Enciclopedia delle tecniche patchwork, quilting e appliqué" di Linda Clements.
Non che io sia una quilter, non posso definirmi tale quando al massimo cucio delle strisce insieme, ma secondo me è il libro più interessante sull'argomento che io abbia mai letto... in italiano tra l'altro!!!
Arrivando poi ai miei acquisti, c'è da dire che avevo una lista e mi ci sono abbastanza attenuta.

Fustelle: stella di Natale e ramo con foglie


uncinetti da tunisino di misura 2 - 2 1/2 - 3 e gancio di riserva per telaio


telaio tipo infinity, con prezzo più che buono, per scialli e copertine


Forse ecco gli uncinetti non erano previsti, ma acquistare il telaio è stata una impresa, prima conquistare uno spazio davanti allo stand, poi riuscire a catturare l'attenzione di una delle 4 venditrici che giravano come trottole tra un prodotto e l'altro... mentre aspettavo l'occhio mi ci è caduto sopra.. ed è innegabile che qui da me siano introvabili.
Ecco perchè le fiere convengono sempre....



venerdì 11 ottobre 2013

Quest'ultimo periodo....

Il mese scorso ho letto un interessante articolo su Game Republic (una delle poche riviste di videogiochi cartacee ancora in circolazione), scritto da Eugenio Antropoli, che trattava il concetto di "gamification", (per chi non lo conoscesse il significato qui  ).
Nel pezzo soprattutto alcuni passaggi mi hanno molto colpito... ovvero che: "non esiste il tempo libero; è sempre comunque occupato da cose che facciamo o non facciamo" ... "videogiocare, così come le altre attività ricreative, è un lavoro come un altro. La differenza tra "lavoro classico" e attività ricreativa è che quest'ultima è autoimposta"  e continua affermando che la differenza tra le due attività è che la seconda produce benessere e senso di soddisfazione.
Ma sempre lavoro resta.

Finisco il post scusandomi per il fatto che il qui presente pensiero era ancora in fase di bozza, ed è stato da me pubblicato inavvertitamente venerdì, prima di aggiungergli la fine...

La fine è che ho passato l'ultimo periodo percependo tutte le attività del mio tempo libero (bricolage, giardinaggio, persino i videogiochi) come lavoro aggiuntivo al lavoro quotidiano (ovvero l'attività lavorativa classica e la manutenzione casa).

Sarà l'autunno, ma l'unica cosa che ho fatto volentieri ultimamente, nel mio tempo libero, e non, è stata quella di guardar fuori dalla finestra....